• Carla Magnan
  • 7:34 AM 27 Novembre 2023

Ali di Stoffa nel Cielo – Natura e artificio partendo dalla musica per ottetto vocale di Azio Corghi

venerdì 24 novembre ore 17.30

Scuola di Scienze Umanistiche Aula Magna, via Balbi 2

Ali di Stoffa nel Cielo

Natura e artificio partendo dalla musica per ottetto vocale di Azio Corghi

Omaggio ad Azio Corghi in occasione del primo anniversario della scomparsa

In collaborazione con la Scuola di Scienze Umanistiche dell’Università di Genova e con GOG Giovine Orchestra Genovese

 

Tavola rotonda

Intervengono

Carla Magnan Direttore artistico Associazione Pan

Raffaele Mellace Preside della Scuola di Scienze Umanistiche

Mauro Bonifacio Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano

Pietro Borgonovo Direttore artistico GOG Giovine Orchestra Genovese

A cura di

Carla Magnan, Rassegna L’Antico e il nuovo, Associazione Pan Pasquale Anfossi

Per Azio Corghi la musica è stata sfogo di un’ansia comunicativa, linguaggio attraverso cui promuovere una convivenza autentica tra esseri umani: un gesto politico che lega il musicista a donne e uomini del suo tempo. Quelle istanze le aveva rinvenute nell’incontro con José Saramago, che in qualche misura ha rivelato Corghi a se stesso, offrendogli l’occasione di esprimersi nell’ambito d’un sodalizio come raramente se ne sono visti dopo Strauss e Hofmannsthal.

Catalizzatore da metà anni Ottanta delle energie migliori della maturità, il teatro, avvicinato in quegli anni ’70 e ’80 in cui un teatro narrativo era un autentico tabù, è stato il cuore della creatività di Corghi. Portatore d’una «nostalgia inguaribile della speranza», rivela la ragion d’essere più autentica del comporre di Corghi, sia quando propone una pensosa esplora- zione del destino dell’essere umano, sia quando si concede al gioco arguto e ironico dell’intelligenza.

Raffaele Mellace

L’ottetto vocale è il luogo privilegiato dell’immaginazione musicale di Azio Corghi, spazio acustico ove fonemi, parole e architetture musicali s’incontrano. Potente strumento-laboratorio attraverso il quale Corghi, esprime, narra e sperimenta il nuovo. Natura e artificio sono forse fra le parole-chiave più adatte a riassumere il senso di tale ricerca: due categorie primarie che nelle sue composizioni si incrociano su più piani, sia a livello estetico/simbolico sia gestuale/ sonoro. Nei Sogni di Blimunda, tra queste due forze archetipiche, il compositore scatena la propria fantasia nella messa in scena dei processi che conducono dalla magia del suono in sé verso nuove magie: quelle nelle quali può rivivere, musicalmente, il mistero del suono che si fa vettore di senso e di significato.

Mauro Bonifacio

È molto difficile per me racchiudere in poche parole i sentimenti di riconoscenza, sorpresa e ammirazione che comporta il ricordo di Azio Corghi. Quando ero bambino abitavo con i miei genitori nello stesso stabile dove viveva lo zio di Corghi e ci eravamo incontrati, ma ormai ero amico di Azio di cui avevo eseguito Actus I per strumenti a fiato e riconoscevo in lui un Maestro, gli chiedevo suggerimenti sull’interpretazione della nuova musica come lui chiedeva a me soluzioni ardite per l’oboe, il mio strumento. Gli chiesi poi di essere accettato come studente perché desideravo affrontare la direzione d’orchestra, ma lui mi suggerì con il suo tipico candore di studiare le partiture dei grandi compositori per capire e immaginare come estrarre il loro suono, mirando alla bellezza della musica.

Pietro Borgonovo

Azio Corghi [1937-2022]

Nocturnus Visus [1999] per clarinetto

Chiardiluna [1987]

per flauto e chitarra

Arcadio Baracchi flauto

Marco Ortolani clarinetto

Lapo Vannu

 

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Tavola Rotonda in ricordo di Azio Corghi Scuola di Scienze Umanistiche Aula Magna, via Balbi 2, Genova

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  • 05:30 PM 24 Novembre 2023
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