• Carla Magnan
  • 12 Gennaio 2021

FIGLIA DI DUE MARI

Stage action for actress singer, narrator voice, tour-hanas piano and small percussior.

 

Dramaturgy by Mariza D’Anna e Guido Barbieri, based on the novel of the same name by Mariza D’Anna (Margana Edizioni)

 

Première Amici della Musica di Trapani (Italy). Première postponed for Covid emergency to 2021

Category  Musical theater

Year Composed 2020

Duration 50’

Language Italian

Soloist   Actress

Orchestration Actress singer, narrator voice, four-hands piano and small percussion

 

Variants IL RICORDO CHE SE NE HA, Opera in one act for actress, singer, soprano, male narrator and ensemble (four-hands piano, viola, wind instruments and percussion) and video

 

Program notes

Questa storia giunge dal mare, un ricordo trasportato da un vento di Scirocco. Un vento che valica il Mediterraneo e accompagna la storia di questa famiglia ripercorrendone gli avvenimenti, le emozioni, i luoghi del cuore e dei sentimenti, i dolori e l’abbandono.  I personaggi evocati e i luoghi descritti dal libretto tratteggiano esotismi sospesi.

Dallo sperone di roccia più alto di Lampedusa, nelle giornate terse di primavera, si intravede la linea azzurra della costa di Bengasi. Il luogo del ricordo è Biar Miggi, a un centinaio di chilometri da Tripoli, durante gli anni del colonialismo italiano. L’azienda agricola del nonno della protagonista è la concretizzazione di un sogno, quello di un ricco imprenditore siciliano e del suo fattore veneto. Insieme riescono a trasformare un angolo sperduto di deserto in un luogo dell’anima. Sabbia che accoglie, nel tempo, distese di alberi di pistacchi, ulivi, mandorli e vigneti. Con dedizione scavano pozzi, spietrano speroni di deserto, edificano un baglio siciliano in terra d’Africa. Ma il racconto è anche un continuo rimando storico. Sono pagine crude, dal racconto del genocidio di massa, della deportazione di popolazioni ribelli della Cirenaica, fino al colpo di Stato operato dal capitano Muammmar Gheddafi. Uno stravolgimento che si traduce in frotte di coloni italiani che si imbarcano, forzatamente, per un viaggio di ritorno, definitivo. Esuli costretti a lasciare quella che è ormai la loro patria con “il ricordo che se ne ha”.

Pagine che diventano vive grazie al materiale musicale originale che dialoga con elaborazioni da ninne nanne arabe e siciliane con ricordi di canzone d’epoca.

L’opera termina con un’immagine a noi tristemente nota: quella di uno dei tanti profughi che tentano di giungere sino a noi attraversando il medesimo mare ed il medesimo vento, in un viaggio che sembra ripetersi inesorabilmente, traslato nel tempo e nello spazio, ma con lo stesso bagaglio di ricordi e di emozioni.

Carla Magnan e Carla Rebora

La foto è un’immagine di Biar Miggi (Libia, 1935), tratta dall’album di famiglia

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